Anche un prodotto poco nobile può rivelarsi utile: dalla provincia di Belluno arriva uan proposta per provare a riciclare i pannolini usati italiani. Qualche dato: ogni anno vengono prodotte circa 500mila tonnellate di pannolini sporchi, pari a circa il 6%m del totale dei rifiuti italiani; in passato si è tentato di incentivare il passaggio a pannolini lavabili o pannolini ecologici, (che si possono smaltire nel rifiuto umido) ma i risultati non sono stati quelli sperati, ovvero la diminuzione dell’uso di pannolini classici non è stata significativa.
La proposta bellunese per lo smaltimento dei pannolini usati è la seguente: separare i pannolini dal rifiuto secco indifferenziato e recuperare i pannolini con una procedura apposita, che prevede inizialmente la sterilizzazione dei pannolini e l’eliminazione degli odori grazie all’utilizzo di vapore a pressione, senza quindi ricorrere all’uso di agenti chimici. Da questa prima fase i pannolini usciranno puliti e asciutti, pronti per la seconda fase di separazione della cellulosa dalla plastica: la cellulosa ricavata dal processo di separazione potrà essere utilizzata per creare cartone da imballaggio, mentre la plastica ottenuta può essere utilizzata per la creazione di arredo urbano (ad. Esempio panchine).
Questa proposta permetterebbe di riciclare senza impatto i pannolini sporchi, creando un uso innovativo per un fetta importante della gestione dei rifiuti.
Il progetto bellunese verrà sottoposto all’attenzione di vari comuni italiani.


