Archivio per gennaio 2012

Riciclo e recupero dei pannolini

23 gennaio 2012

Anche un prodotto poco nobile può rivelarsi utile: dalla provincia di Belluno arriva uan proposta per provare a riciclare i pannolini usati italiani. Qualche dato: ogni anno vengono prodotte circa 500mila tonnellate di pannolini sporchi, pari a circa il 6%m del totale dei rifiuti italiani; in passato si è tentato di incentivare il passaggio a pannolini lavabili o pannolini ecologici, (che si possono smaltire nel rifiuto umido) ma i risultati non sono stati quelli sperati, ovvero la diminuzione dell’uso di pannolini classici non è stata significativa.

La proposta bellunese per lo smaltimento dei pannolini usati è la seguente: separare i pannolini dal rifiuto secco indifferenziato e recuperare i pannolini con una procedura apposita, che prevede inizialmente la sterilizzazione dei pannolini e l’eliminazione degli odori grazie all’utilizzo di vapore a pressione, senza quindi ricorrere all’uso di agenti chimici. Da questa prima fase i pannolini usciranno puliti e asciutti, pronti per la seconda fase di separazione della cellulosa dalla plastica: la cellulosa ricavata dal processo di separazione potrà essere utilizzata per creare cartone da imballaggio, mentre la plastica ottenuta può essere utilizzata per la creazione di arredo urbano (ad. Esempio panchine).

Questa proposta permetterebbe di riciclare senza impatto i pannolini sporchi, creando un uso innovativo per un fetta importante della gestione dei rifiuti.

Il progetto bellunese verrà sottoposto all’attenzione di vari comuni italiani.

Riciclo e recupero di carta e cartone

9 gennaio 2012

La carta è il prodotto più riciclato d’Europa: più della metà proviene dal riciclo.

E in Italia? Il nostro paese si posiziona al terzo posto in Europa per volumi di macero impiegati: ogni 100 tonnellate di carta prodotta, 56 sono riciclate, 8 italiani su 10 riciclano carta e cartone.

Il corretto riciclaggio di questo materiale ha un valore economico ed ambientale notevole: nel 2010 la raccolta differenziata di carta e cartone ha prodotto 460 milioni di euro, ha evitato la costruzione di 26 discariche, e 9 imballaggi su 10 sono stati riciclati.

Cosa succede a carta e cartone dopo la raccolta differenziata?
Innanzitutto arriva ad un impianto di separazione dove viene smistata da addetti specifici: dopodiché passa alla fase di spappolamento del macero, dove le parti metalliche vengono separate.

Ecco qualche regola importante da seguire per una corretta differenziazione che aiuta il riciclo e recupero di carta e cartone:
- in generale, tutto ciò che è di carta, purché pulita e priva di parti metalliche o di plastica, va bene, ma la carta che arriva agli impianti di riciclaggio deve avere massimo l’1% di impurità:
scontrini, carta oleata, carta con residui di cibo, carta contaminata con vernici non sono riciclabili e rallentano il ciclo del riciclaggio;
- il tetrapak è fatto con carta di buona qualità, quindi, una volta sciacquato e privato di beccucci di plastica, si può riciclare;

Impegnarsi a differenziare e riciclare significa avere senso civico e rispetto per l’ambiente, ma contribuisce anche a creare occupazione: il settore del riciclo della carta ha creato diverse migliaia di posti di lavoro, ed il 50% della produzione made in Italy è confezionato e trasportato con imballaggi riciclati. L’industria cartaria italiana ha ridotto negli ultimi 12 anni l’impiego di acqua del 40% e il fabbisogno energetico del 20%.

fonti dati:
Comieco
Corriere della Sera