Archivio per ‘Trituratori rifiuti ingombranti’ categoria

Nomen Omen: Il trituratore Thor

10 agosto 2010

Nomen Omen, ovvero nel nome un significato, è scritto un destino. A noi di WRS piace non lasciare nulla al caso, vogliamo che tutto abbia un significato ed uno scopo ben preciso: a cominciare dai nostri prodotti, che devono comunicare qualcosa da subito, ovvero con il loro nome.

Un esempio? Il trituratore THOR.

THOR è un trituratore bialbero pensato per carichi di lavoro gravosi su materiali usuranti e viene utilizzato per eseguire la riduzione volumetrica e la sgrossatura di tali materiali per i successivi processi di riciclaggio/valorizzazione. Le potenti lame del trituratore THOR sono realizzate con materiali ad altissima resistenza e durevolezza e sono configurabili a seconda del materiale da lavorare; con THOR è possibile effettuare la lavorazione di rottami ferrosi, materiale in balle pressato ad elevata densità, carcasse di automobili (senza motore e semiassi) e molti altri.

Thor, noto come il dio del tuono, era una delle principali divinità del popolo Vichingo, in perenne lotta contro i giganti: divinità dai muscoli possenti, era famoso per la forza brutale, rafforzata dal suo famoso martello, usato per colpire e distruggere mostri e nemici. Una dio dalla forza leggendaria e dai “colpi” implacabili, che ben si addice al trituratore che porta lo stesso nome, che si contraddistingue per le caratteristiche di forza e resistenza nella lavorazione dei “giganti”, ovvero i materiali più ingombranti e problematici.

Smaltimento e recupero Materassi

15 luglio 2010

I vecchi materassi rappresentano una categoria di rifiuti ingombranti difficili e problematici da smaltire, prima di tutto per il consumatore.

Ecco come e perché investire nello smaltimento e recupero può rivelarsi conveniente:

  • I vecchi materassi in disuso vengono raccolti, dietro compensi, da centri di raccolta autorizzati;
  • i materassi accumulati subiscono una riduzione volumetrica con pezzatura omogenea (circa 100 mm);
  • il materiale viene quindi scaricato dalla macchina su di un nastro trasportatore;
  • la fase successiva prevede la rimozione della parte ferrosa (es. molle) tramite un sistema magnetico overbelt.

La materia prima ferrosa così ricavata viene poi venduta, mentre il materiale rimanente verrà trasportato in discarica (con un notevole risparmio sui costi di trasporto, grazie alla riduzione volumetrica) oppure venduto al fine di produrre combustibile da rifiuto (CDR).

La lavorazione di vecchi materassi può essere effettuata con il Trituratore WRS modello Tritone.

Materiali lavorabili con macchine WRS: Acciaio

28 giugno 2010

Ecco un esempio di rifiuti e rottami ferrosi \ metallici lavorabili con le macchine e impianti WRS:

Nella foto, acciaio inox prima del trattamento. Il materiale è trattabile con un trituratore come il modello Thor WD 280\20: il trituratore è studiato per eseguire la riduzione volumetrica e la sgrossatura del materiale per i successivi processi di riciclaggio e valorizzazione.

Nomen Omen: Il trituratore Zeus

21 giugno 2010

Nomen Omen, ovvero nel nome si cela un significato, un destino. A noi di WRS piace che tutto abbia un signifcato ed uno scopo ben preciso, a cominciare dai nostri prodotti, che devono comunicare qualcosa anche dal loro nome.

Un esempio? Il trituratore ZEUS

Il trituratore ZEUS è una macchina trituratore monoalbero particolarmente robusto, caratterizzato da un’ampia camera di taglio ed un potente motore elettrico. Zeus può essere utilizzato per la triturazione e la riduzione volumetrica ed il successivo trattamento di rifiuti urbani e industriali, legno e plastica.

Nella mitologia greca, Zeus era il dio del cielo, del tuono e del folgore, il più potente degli dei: caratteristiche di forza ed energia che si manifestano attraverso folgore e fulmini, scariche elettriche quindi, si addicono bene al trituratore WRS di cui prende il nome, la cui peculiarità è proprio il motore elettrico che conferisce potenza e affidabilità alla lavorazione.

Nomen Omen: I macinatori Ares

3 giugno 2010

Nomen Omen, nel nome un significato, un destino. Noi di WRS non lasciamo nulla al caso, ci piace che tutto abbia un signifcato ed uno scopo ben preciso. A cominciare dai nostri prodotti, che devono comunicare qualcosa da subito, ovvero con il loro nome.

Un esempio? La linea di macinatori ARES.

I macinatori ARES sono macchine monoalbero utilizzate per la riduzione volumetrica dei rifiuti, e vengono impiegate per la triturazione di svariati materiali come legno e ramaglie, plastica e gomma, rifiuti organici e rifiuti urbani. Il macinatore ARES è in grado di triturare rifiuti ingombranti (tubi, fusti e bidoni) al fine di permettere il loro utilizzo negli impianti di riciclaggio.

Nell’antica Grecia, Ares era il dio che rappresentava gli aspetti più selvaggi e spietati della guerra, dal temperamento furioso, irruento e violento. Un concentrato di energia e forza, che perfettamente si addice i macinatori WRS che portano il suo nome: tanta potenza che non lascia “scampo” e procede a triturare i rifiuti di vario genere, anche quelli più ingombranti e problematici, senza pietà.

Lo smaltimento di frigoriferi e congelatori

12 marzo 2010

Dal trattamento di frigoriferi e congelatori (fascia di peso dai 40 ai 70 Kg) è possibile recuperare fino al 60% del peso di acciaio e il 10% di Poliuretano: un’operazione che influisce positivamente innanzitutto sull’impatto ambientale (riduzione dell’effetto serra e buco dell’ozono, risparmio energetico derivante dal riciclo) e permette di recuperare materia prima preziosa per l’industria.

Ecco le fasi dell’operazione di trattamento e recupero di frigoriferi e congelatori:

  • rimozione del gas refrigerante dal circuito: il gas viene poi stoccato in un impianto criogenico che impedisce la dispersione nell’atmosfera;
  • rimozione del compressore e recupero dell’olio;
  • a questo avviene una prima triturazione meccanica della “carcassa”, tramite macchinari dotati di lame o catene
  • il materiale attraversa quindi una seconda fase con ulteriori livelli di frantumazione, da cui deriva un mix di componenti plastiche e metalliche
  • la fase finale è la selezione e separazione dei singoli materiali: ferro, alluminio, rame, plastica, poliuretano e vetro, tramite sistemi di calamite, filtri e aspirazione.

Da questa lavorazione di frigoriferi e congelatori presso appositi impianti di trattamenti si ottiene una percentuale di circa il 90% di materia prima da avviare al riutilizzo.

Gli impianti di ultima generazione per questo particolare trattamento consentono di trattare anche 40 pezzi l’ora, con un automazione totale che permette un impiego minimo di operatori (per la fase di triturazione spesso ne bastano al massimo 3).

Smaltimento degli pneumatici fuori uso

4 febbraio 2010

Lo smaltimento degli pneumatici fuori uso in discarica comporta una serie di problemi in conseguenza alle loro caratteristiche fisiche e chimiche:

- un potenziale pericolo di incendio;
- i tempi di decomposizione superano i 100 anni;
- instabilita’ delle cataste;
- favoriscono la proliferazione di insetti e ratti;

Dagli pneumatici fuori uso è possibile recuperare sia materia prima che energia.
Per questo da tempo è assodato che conviene indirizzare lo smaltimento degli pneumatici fuori uso verso soluzioni che permettano il recupero dei materiali riutilizzabili con l’obiettivo di evitare inquinamento dell’ambiente e il recupero di risorse e materiali reimpiegabili nei cicli produttivi dell’industria.

Si stima che solo in europa ogni anno ci siano oltre 2.000.000 di tonnellate di pneumatici fuori uso.

Che cosa si ricava dagli pneumatici fuori uso opportunamente trattati?

materiali per superfici dedicate ad attività ricreative o sportive;
prodotti combinati in gomma;
materiali d’attrito;
pneumatici o ruote in gomma;
bituminosi e bitumi stradali modificati;
prodotti estrusi in gomma o plastica

Quali sono le fasi di lavorazione necessarie per convertire lo pneumatico fuori uso in materiale riutilizzabile?
Solitamente, la prima fase di lavorazione è detta “stallonatura” ed e’ il processo attraverso il quale si elimina l’anello in fili di acciaio (tallone) che è presente all’interno degli pneumatici;
la seconda fase prevede la riduzione volumetrica dello pneumatico detta “ciabattatura”;
la fase successiva (terza) e’ la triturazione della gomma;
la quarta fase e’ detta fase della granulazione: i pezzi di pneumatici fuori uso precedentemente triturati vengono ridotti in granuli di dimensioni finissime;
la quinta fase è quella della polverizzazione.

Successivamente si può inserire nel processo un impianto di stampaggio per portare il granulo ad un prodotto finito.

Esistono vari tipi di impianto per il trattamento degli Pneumatici fuori uso. (clicca per vederne uno).

Rifiuti ingombranti: come ridurre il volume?

15 gennaio 2010

Tanto nella grande industria quanto nelle abitazioni è sempre piu’ importante e necessario poter ridurre i rifiuti ingombranti.
Infatti, ridurre l’ingombro dei rifiuti è il primo passo per poter agevolare le operazioni di trattamento successive.

Le apparecchiature che permottono tale operazione (riduzione del volume dei rifiuti ingombranti), sono solitamente di tipo meccanico e vengono chiamate “Macinatori e Trituratori”.
I macinatori e i trituratori agiscono sui rifiuti ingombranti e ne riducono il volume (anche a misure predefinite) con azioni di macinazione e taglio dei componenti del rifiuto ingombrante stesso.

Il tipo di trituratore o macinatore da impiegare di solito viene scelto in base ai seguenti parametri:

1. portata oraria del rifiuto da trattare
2. pezzatura finale del prodotto da ottenere.

Un’esempio di trituratore bi-albero è il THANIT