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Nasce il sistema nazionale per la gestione dei PFU (Pneumatici fuori uso)

15 luglio 2011

Avevamo anticipato l’iniziativa nel nostro blog a gennaio: ora, il DM 82 di aprile 2011 ha sancito la nascita di un nuovo sistema, che prevede la responsabilità, per chi produce o importa pneumatici, della loro raccolta e recupero.

Quali sono gli obiettivi di questo provvedimento?

  • intercettare il 100% dei pneumatici fuori uso, per scoraggiare ed eliminare flussi illegali e non controllati di questo materiale.
  • sviluppare impieghi nuovi ed esistenti del materiale, che offre numerose potenzialità di reimpiego
  • ottimizzare e rendere efficiente il sistema

Questo sistema, che prevede la responsabilità dei produttori, è già in vigore in altri paesi europei, ad esempio Spagna, Francia, Portogallo, Svezia e Norvegia: ciascuna garantirà la gestione di PFU per una quota corrispondente a quanto immesso sul mercato nell’anno precedente. Tale responsabilità può essere assolta direttamente dalla aziende o attraverso “strutture associate”.

Fra circa 3 mesi inizierà il ritiro gratuito dei pneumatici fuori uso presso gommisti, autofficine, sedi di flotte di veicoli su tutto il territorio nazionale: seguirà l’invio dei PFU raccolti agli impianti di trattamento e/o di valorizzazione.

Ecopneus effettuerà raccolta, valorizzazione e monitoraggio dei PFU pari ai quantitativi di immesso nel mercato del ricambio dai principali produttori/importatori in Italia.

Ecco gli obiettivi di raccolta:

  • entro il 2011: 25% di recupero rispetto al quantitativo immesso nel 2010
  • entro il 2012: 80% di recupero rispetto al quantitativo immesso nell’anno solare recedente
  • dal 2013: 100% di recupero rispetto al quantitativo immesso nell’anno solare precedente

Ogni anno in Italia si producono circa 380mila tonnellate di pneumatici fuori uso: fino ad oggi circa il 20% di questi PFU veniva raccolto ed avviato ad impianti per il recupero del materiale, circa il 50% finalizzato a recupero energetico e il 25% si immetteva in circuiti non controllati, perdendone le tracce.

In Italia sono circa 50 le aziende che trattano, con diverse modalità e caratteristiche, i PFU e alcune centinaia i trasportatori autorizzati operanti. Sono invece ancora poche le aziende che lo utilizzano in nuovi impieghi, per esempio nella realizzazione di arredi urbani, edilizia, pavimentazioni stradali.

In Italia ogni anno milioni di pneumatici “dispersi”: il dossier di denuncia a Ecomondo 2010

11 novembre 2010

La denuncia arriva ad Ecomondo 2010, fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile conclusasi da poco a Rimini: proprio durante uno dei numerosi workshop, Legambiente ed Ecopneus hanno presentato un dossier di denuncia dal titolo “Copertone selvaggio”, che racconta il traffico illecito di PFU (pneumatici fuori uso) in Italia.

L’Italia produce circa 350mila tonnellate di pneumatici fuori uso ogni anno: nel 2009, circa la metà è stata destinata a recupero energetico, il 20% è stata recuperata come materia ‘prima seconda’ per utilizzi urbani e industriali (la metà della media europea) e il restante 25% risulta disperso in traffici o pratiche illegali.

Ogni anno l’Italia vede quindi “sparire” anche a 100mila tonnellate di pneumatici fuori uso: il PFU si classifica come uno dei materiali più gettonati dai trafficanti internazionali di rifiuti.

Il traffico di pneumatici fuori uso ha un peso economico altissimo: oltre 140 milioni di euro l’anno in termini di perdita economica per lo Stato Italiano (mancato pagamento dell’iva sullo smaltimento dei PFU, vendita illegale, perdite causate alle imprese di smaltimento e oneri per la bonifica dei siti illegali…) a cui si aggiunge un danno per mancati ricavi degli impianti di trattamento PFU (150 milioni) e quello per bonificare discariche abusive (400 milioni dal 2005 ad oggi). Il dossier ipotizza, fra il 2005 ed il 2010, che il traffico illecito di PFU abbia prodotto danni per due miliardi di euro.

Oltre ai provvedimenti statali, appare più che mai necessario che lo stesso mondo delle imprese del settore, specializzate in impianti di smaltimento e trattamento di pneumatici fuori uso, assuma la questione come prioritaria per contrastare un mercato nero consistente.