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Iniziativa per il corretto recupero e smaltimento di pneumatici fuori uso

30 gennaio 2011

I produttori e importatori di pneumatici per legge devono assicurare la corretta gestione dei PFU (pneumatici fuori uso), con responsabilità proporzionale alle quote di mercato rappresentate. Per adempiere a ciò, i principali produttori di pneumatici operanti in Italia (Bridgestone, Continental, Goodyear Dunlop, Marangoni, Michelin e Pirelli) hanno creato Ecopneus: Ecopneus è la società consortile per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale dei Pneumatici Fuori Uso (PFU).

Un decreto ministeriale definirà modalità e tempi di attuazione di un sistema integrato, per il riciclo ed il corretto smaltimento di gomme e pneumatici fuori uso, che coinvolgerà tutti gli attori della filiera, dove Ecopneus sarà uno dei principali responsabili: i PFU verranno raccolti gratuitamente ed indirizzati verso un corretto smaltimento ed il conseguente riciclo.

Gli operatori che intendono aderire all’iniziativa dovranno iscriversi attraverso il portale Ecopneus; la data di avvio del progetto verrà fissata da un Decreto Ministeriale di prossima uscita.

Aderendo a questo progetto si contribuisce ad un corretto recupero e trattamento dei materiali del rifiuto-pneumatico, un’azione concreta ed efficace per la tutela e la protezione dell’ambiente e dell’ecosistema.

In Italia, ogni anno, sono milioni (anche 100mila tonnellate) i pneumatici che risultano “dispersi”: il dossier di denuncia è stato presentato durante la fiera Ecomondo 2010.

In Italia ogni anno milioni di pneumatici “dispersi”: il dossier di denuncia a Ecomondo 2010

11 novembre 2010

La denuncia arriva ad Ecomondo 2010, fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile conclusasi da poco a Rimini: proprio durante uno dei numerosi workshop, Legambiente ed Ecopneus hanno presentato un dossier di denuncia dal titolo “Copertone selvaggio”, che racconta il traffico illecito di PFU (pneumatici fuori uso) in Italia.

L’Italia produce circa 350mila tonnellate di pneumatici fuori uso ogni anno: nel 2009, circa la metà è stata destinata a recupero energetico, il 20% è stata recuperata come materia ‘prima seconda’ per utilizzi urbani e industriali (la metà della media europea) e il restante 25% risulta disperso in traffici o pratiche illegali.

Ogni anno l’Italia vede quindi “sparire” anche a 100mila tonnellate di pneumatici fuori uso: il PFU si classifica come uno dei materiali più gettonati dai trafficanti internazionali di rifiuti.

Il traffico di pneumatici fuori uso ha un peso economico altissimo: oltre 140 milioni di euro l’anno in termini di perdita economica per lo Stato Italiano (mancato pagamento dell’iva sullo smaltimento dei PFU, vendita illegale, perdite causate alle imprese di smaltimento e oneri per la bonifica dei siti illegali…) a cui si aggiunge un danno per mancati ricavi degli impianti di trattamento PFU (150 milioni) e quello per bonificare discariche abusive (400 milioni dal 2005 ad oggi). Il dossier ipotizza, fra il 2005 ed il 2010, che il traffico illecito di PFU abbia prodotto danni per due miliardi di euro.

Oltre ai provvedimenti statali, appare più che mai necessario che lo stesso mondo delle imprese del settore, specializzate in impianti di smaltimento e trattamento di pneumatici fuori uso, assuma la questione come prioritaria per contrastare un mercato nero consistente.