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Quanto ne sai di riciclo?

1 luglio 2010

Decidere di investire nel riciclo e nel recupero di rifiuti e materiali è una scelta importante. Ma prima di “pensarla” in termini di investimento economico, è interessante interrogarsi sulle conoscenze “di base”. Quanto ne sappiamo veramente sui rifiuti, su quanto e come è possibile riutilizzarli per trasformarli in nuove risorse?

Qualche esempio?

Lo sapevate che la plastica è in assoluto il materiale più difficile da smaltire? Occorrono ben 1.000 anni. Invece, per eliminare una lattina abbandonata in natura servono da 20 a 100 anni;

Una lampadina non si getta nel vetro in quanto contiene più materiali, difficili da separare;

Per salvare la vita di un albero bisogna riciclare 70 chili di carta.

Una shopper di plastica ecologica può essere ricavata dalle bucce del pomodoro.

Tra i RUP (rifiuti urbani pericolosi) rientrano, per esempio, le stampante laser, perché composte da materiali tossici e/o pericolosi.

Oggetti come floppy disk, videocassette e biro non possono esser riciclati perché composti da materiali diversi o costituiti da plastiche dure, impossibili da ammorbidire.

Lo sapete cosa si intende per rifiuti speciali?

Tutto questo e molto altro in un semplice e divertente Eco-Quiz sul riciclo che abbiamo scovato online (clicca per accedere): scoprite quanto ne sapete su riciclo, recupero, smaltimento & Co.!

L’Europa e il mercato dei rifiuti urbani

10 maggio 2010

I dati sulla gestione dei rifiuti urbani nei 27 paesi sono stati resi pubblici dall’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea; è emerso che per quanto riguarda l’incenerimento e il riciclaggio l’Italia, secondo paese produttore di rifiuti in Europa, è ancora sotto la media.

Il mercato dei rifiuti urbani in Europa già vale 42 miliardi di dollari e, secondo le recenti valutazioni di Frost & Sullivan, entro il 2014 può potenzialmente crescere fino a 46 miliardi. L’unico mercato europeo che precede l’Italia è quello tedesco, che copre quasi il 24 per cento del fatturato, la Francia rappresenta invece il terzo bacino strategico.

Questo il bilancio della penisola italiana (dati al 2008): ogni cittadino produce mediamente 561 chili di rifiuti urbani ogni anno. Di questi l’11 per cento circa viene incenerito e sempre l’11 per cento riciclato, mentre il 44 per cento viene trasportato nelle discariche, dato che supera la media Ue quattro punti. Negli stati della Comunità Europea viene invece mediamente incenerito il 20 per cento dei rifiuti, il 23 per cento riciclato, mentre il 34 per cento biodegradabile viene sottoposto a compostaggio.

Nel complesso l’Italia si mantiene ai livelli di Regno Unito (più avanti nel riciclaggio) e Francia (che incenerisce più rifiuti). La Germania è lo stato che produce più rifiuti ma è anche quello che detiene – assieme ai Paesi Bassi – il felice primato di portare in discarica solo l’1 per cento dei rifiuti urbani; il restante 48 per cento viene riciclato, il 35 per cento finisce negli inceneritori e il 17 per cento viene trasformato in fertilizzanti. Bene anche la Svezia e l’Austria che indirizzano alla discarica il 3 per cento, la Danimarca con il 4 per cento e il Belgio con il 5 per cento.

Fonte dati statistici: Eurostat – Ufficio Statistico della Comunità Europea